“Da Classico a Quantistico”: Il Bacco e Arianna di Tiziano tra arte e psicologia analitica

Venerdì 6 novembre 2026, alle ore 21.00, presso la Biblioteca Civica Lucio Mastronardi di Vigevano.

Nel Bacco e Arianna di Tiziano accadono molte cose contemporaneamente. Una nave si allontana all’orizzonte, una donna si volta, un dio irrompe nella scena con un movimento improvviso. Tutto sembra concentrarsi in un istante, eppure quello stesso istante contiene una storia già trascorsa e un futuro che ancora non conosciamo.

È proprio questa straordinaria complessità dell’immagine ad averci suggerito una domanda: quante storie differenti possiamo riconoscere nello stesso dipinto, e quanto dipende dal modo in cui scegliamo di guardarlo?

Da questa curiosità nasce “Da Classico a Quantistico”, l’incontro che venerdì 6 novembre avrò il piacere di condividere con Luca Pozzi, artista e mediatore interdisciplinare, presso la Biblioteca Civica Lucio Mastronardi di Vigevano.

Abbiamo scelto di confrontarci con la stessa opera seguendo due percorsi differenti: Luca attraverso la propria ricerca artistica e il dialogo con la fisica contemporanea; io attraverso la psicologia analitica e il pensiero di Carl Gustav Jung.

Non per arrivare necessariamente alle stesse conclusioni, ma per scoprire quali domande possano nascere quando due modi diversi di conoscere incontrano la medesima immagine.

Due atti, due prospettive

Il nostro incontro sarà articolato in due atti, ciascuno dei quali proporrà un modo differente di avvicinarsi al dipinto.

Nel primo atto, Luca Pozzi ci accompagnerà attraverso una prospettiva che nasce dalla sua ricerca artistica e dal confronto con alcune delle questioni più affascinanti della fisica contemporanea.

Il suo lavoro si sviluppa da tempo in uno spazio di dialogo tra arte e scienza, nel quale le immagini diventano occasioni per interrogare le categorie attraverso cui siamo abituati a rappresentare e comprendere la realtà.

Sono particolarmente interessato a questo approccio perché ci invita a considerare un’opera d’arte non soltanto come qualcosa da interpretare, ma anche come un’esperienza capace di mettere in discussione le nostre abitudini percettive e intellettuali. Osservare, del resto, non è mai un gesto del tutto neutrale: ciò che riconosciamo in un’immagine dipende anche dalle domande che le rivolgiamo e dagli strumenti concettuali che utilizziamo per comprenderla.

Nel secondo atto, proporrò una lettura psicologica del dipinto, attraverso un intervento intitolato Dal filo alla costellazione. Arianna, Teseo e Bacco come immagini del processo individuativo.

La mia riflessione prenderà avvio dal racconto mitologico rappresentato da Tiziano, cercando di esplorare il significato psicologico di alcune esperienze che appartengono profondamente alla condizione umana: il legame con l’altro, la perdita, il confronto con ciò che sfugge al nostro controllo e la necessità, talvolta dolorosa, di ridefinire la nostra identità.

Nella prospettiva della psicologia analitica, il mito non costituisce semplicemente una narrazione appartenente a un passato remoto. Le sue immagini possono offrire una forma simbolica a esperienze che continuano a manifestarsi nella vita contemporanea, anche quando non disponiamo delle parole necessarie per riconoscerle e comprenderle.

È un aspetto che mi interessa particolarmente anche nel mio lavoro di psicologo. Ci sono momenti nei quali una persona si trova ad affrontare cambiamenti che non aveva previsto, oppure scopre che i riferimenti sui quali aveva costruito la propria esistenza non sono più sufficienti. In queste circostanze, la domanda non riguarda soltanto ciò che è accaduto, ma il significato che quell’esperienza potrà assumere nella propria storia.

Il Bacco e Arianna offre, da questo punto di vista, un terreno di riflessione particolarmente ricco. Il dipinto sembra infatti custodire una tensione tra ciò che si sta perdendo e ciò che ancora non può essere riconosciuto, tra la continuità della nostra storia e la possibilità che qualcosa di inatteso ne modifichi il corso.

Sarà proprio questa tensione a guidare il mio intervento, attraverso una lettura che cercherà di restituire al mito la sua complessità, senza ridurlo a una semplice allegoria o a una successione di significati già stabiliti.

Quando prospettive differenti si incontrano

Ciò che mi interessa di questa serata non è cercare una corrispondenza diretta tra le teorie della fisica e quelle della psicologia. Sarebbe una semplificazione che rischierebbe di impoverire entrambe.

Mi sembra invece più fecondo interrogare ciò che accade quando due linguaggi, ciascuno con la propria storia e i propri strumenti, si confrontano con uno stesso oggetto.

La ricerca artistica e scientifica di Luca e la prospettiva psicologica che proporrò non devono necessariamente convergere in un’unica spiegazione. Possono, piuttosto, mostrare come la ricchezza di un’opera risieda anche nella sua capacità di sostenere interpretazioni differenti, di generare domande e di sottrarsi a una comprensione definitiva.

In fondo, è proprio questo uno degli aspetti dell’arte che continuo a trovare più interessanti: un’immagine rimane davanti ai nostri occhi, apparentemente immutata, mentre siamo noi a cambiare nel rapporto che intratteniamo con essa.

Da Classico a Quantistico sarà quindi un’occasione per attraversare insieme un capolavoro del Rinascimento, lasciandoci sorprendere dalle possibilità di lettura che ancora oggi riesce a offrirci.

Mi auguro soprattutto che il pubblico possa uscire dall’incontro portando con sé non soltanto qualche conoscenza in più sul dipinto, ma anche nuove domande, nuovi collegamenti e, forse, il desiderio di tornare a osservarlo con occhi differenti.

Vi aspettiamo venerdì 6 novembre 2026, alle ore 21.00, presso la Biblioteca Civica Lucio Mastronardi di Vigevano.

Ingresso libero